N° 103

 

TEORIE DEL COMPLOTTO

 

Di Carlo Monni (con concetti e personaggi di Fabio Volino e Andrea Garagiola)

 

 

 

1.

 

 

                       

La capitale di una nazione è spesso teatro di intrighi il cui scopo è il raggiungimento del potere o il controllo su chi già lo detiene. A Washington è un gioco che si gioca su molti fronti e non tutti alla luce del sole. Ci sono giorni in cui Samuel T. Wilson, Rappresentante del 13° Distretto dello Stato di New York al Congresso degli Stati Uniti, si chiede perché ha deciso di giocarlo. Al confronto sia il suo vecchio lavoro come assistente sociale a Harlem che la sua carriera nei panni del supereroe chiamato Falcon sembrano molto più semplici

Seduto nel suo ufficio Sam riflette sugli ultimi avvenimenti. Casualmente lui e la sua assistente Nicole Adams hanno scoperto che qualcuno sta manipolando i rapporti dell’intelligence del Dipartimento di Stato e questa scoperta ha portato a due attentati alle loro vite ed a quella di un funzionario dell’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale che stava cercando di aiutarli a scoprire la talpa.[1] È evidente che chiunque ci sia dietro è disposto a tutto pur di non essere scoperto.

-Cosa pensi di fare adesso?- gli chiede Nikki, una bella bionda apparentemente sulla trentina.

-Innanzitutto occuparmi della tua sicurezza.- risponde Sam -Chiunque ci sia dietro tutto questo ci ha ormai preso a bersaglio ed è fin troppo chiaro che sa molte cose su di noi. Casa tua ed anche questo ufficio non sono più sicuri per te, per nessuno di noi temo.-

-Non trattarmi come una damigella in pericolo, Sam. So badare a me stessa e non intendo farmi intimorire.-

-Eppure sarebbe la cosa più saggia da fare, Nikki.- interviene un afroamericano dal fisico massiccio ed il volto incorniciato da una corta barba -Il Congressista Wilson ha ragione: siamo tutti e tre un bersaglio ed è stupido mettersi in mostra per farsi colpire.-

-Grazie, Mr. Atkinson. A questo punto direi che possiamo anche darci del tu.- ribatte Sam.

 -Mi sta benissimo.- replica Edmond Atkinson.

-Hai qualche suggerimento?-

-In effetti, sì ma per mettere in atto la mia idea… beh, mia cara Nikki, dovrai morire.-

            Sul volto di Nikki si disegna un’espressione di stupore.

 

            Camp Lehigh in Virginia è ufficialmente un centro di addestramento dell’Esercito degli Stati Uniti ma questa è solo la copertura per una speciale unità interforze dell’intelligence militare che si occupa di minacce speciali alla sicurezza delle Forze Armate della Nazione.

            Uno dei membri di questa unità, il Tenente di Marina Franklin Roosevelt Mills, sta illustrando ai suoi commilitoni alcune recenti scoperte.

-Avevi chiesto informazioni sulla North Organization.- dice rivolto al Maggiore dei Marines Elizabeth Mary Mace che è in compagnia del Colonnello dell’Esercito Carolyn St. Lawrence.

-Non farti pregare, Frank, dimmi tutto.- replica Liz con impazienza.

-Aspetta solo un attimo, Diane sta arrivando.-

            Diane? Pensa Liz. Da quando sono così in confidenza? Ripensandoci, non è che Franklin abbia mai amato le formalità.

            Pochi istanti dopo, il Tenente dell’USAF[2] Diane Perrywinkle entra nella stanza.

-Scusate il ritardo.- dice.

-Non ha importanza, Diane.- taglia corto Mills -Racconta alle nostre amiche cosa hai scoperto sulla North.-

            La ragazza gli rivolge una breve occhiata poi volge lo sguardo verso le altre due donne e comincia a parlare:

-Innanzitutto è stata fondata da un gruppo di ex ufficiali della NATO e prende il nome da uno di loro: il Tenente Generale Frederick North, che è stato vicecomandante del Comando Combattente Operazioni Speciali. Il Generale North è morto qualche anno fa ed ora il C.E.O.[3] della North Organization è Sir Ian McMasters, scozzese.-

-Anche lui con un passato nelle Forze Speciali, immagino.- interviene Cary St. Lawrence.

-22° Reggimento SAS.-[4] precisa Diane -I dettagli della sua carriera non sono pubblici ovviamente ma si sa che ha riportato una ferita ad una gamba durante una non meglio identificata operazione in estremo oriente. I nostri cugini britannici sono stati piuttosto avari di dettagli al riguardo.-

-Tipico.- commenta ancora Cary.

-Dov’è adesso, questo McMasters?- chiede Liz.

-Attualmente risiede qui negli Stati Uniti.- risponde Perrywinkle -Ha una villa nei pressi di Falls Church, qui in Virginia.-

-Interessante.- mormora Liz mentre un’idea si forma nella sua mente.

 

            Più a nord, in una villetta nella cittadina di Quincy, in Massachusetts, una ragazza dai capelli neri si sveglia ancora una volta in un letto straniero. È la terza notte che ha trascorso lì ed ancora non ha ben chiaro perché.

            Come ogni giorno scende in soggiorno e come ogni giorno trova pronta un’abbondante colazione. Ad attenderla c’è una donna anziana dai capelli bianchi.

-Buongiorno Roberta.- la saluta -Hai dormito bene?-

-Avrei dormito meglio se fossi stata a casa mia o nel mio appartamento al campus di Harvard.- replica seccamente Roberta Ann Mace -Quanto tempo pensa ancora di trattenermi?-

-Sei libera di andare quando vuoi, lo sei sempre stata.-

-Davvero? Avevo la sensazione di essere solo passata da una prigione ad un’altra.-

-Non è così, cara. Il mio intento era ed è soltanto proteggerti. Ci sono seri pericoli la fuori che ti attendono.-

-Un’altra delle sue predizioni, Miss veggente?-

            La donna anziana sorride e risponde:

-In un certo senso. Purtroppo non sono più esatte come una volta e comunque non prevedo il futuro, vedo solo le probabilità.-

-Chi è lei?-

-Una vecchia amica di tuo nonno.-

-Conosceva mio nonno?-

-Abbastanza da conoscere il suo più grande segreto e perché lui conoscesse il mio. Abbiamo diviso un po’ di avventure insieme.-

-Cosa vuol farmi credere? Che lei è…?-

            La donna si limita a sorridere di nuovo.

 

 

2.

 

 

 

L’auto percorre la strada che porta a Falls Church in Virginia. Al posto di guida il Colonnello Carolyn St. Lawrence si rivolge alla donna seduta al suo fianco:

-Sicura di volerci provare?-

-Assolutamente.- ribatte il Maggiore Elizabeth Mace -Non mi aspettavo che me lo chiedessi proprio tu.-

-Mi hanno accusato spesso di essere troppo impulsiva e spericolata, ma tu mi batti di parecchie lunghezze, tesoro.-

-Lo prendo come un complimento.-

            Cary scuote la testa. Continua a guidare e contemporaneamente accende la radio. La musica di una stazione locale accompagna il loro viaggio per un po’, poi inizia il notiziario.

            Le due donne ascoltano distrattamente le notizie del giorno finché una in particolare non attira l’attenzione di Liz.

-Cosa ha detto?- esclama.

-Che c’è?- chiede, perplessa, Cary.

-Shhh, fammi sentire.-

<<… tragico incidente. L’auto è finita nel Potomac. Nicole Adams era stata a lungo Vice Capo del Protocollo al Dipartimento di Stato. Negli ultimi tempi era divenuta Capo dello Staff del Rappresentante dello Stato di New York Samuel T. Wilson. Aveva trent…>>

-Nicole Adams morta?- esclama ancora Liz, sorpresa.

-Superficialmente. Lavorava per un amico. Devo chiamarlo.-

            Liz compone il numero di telefono di Sam Wilson ma non ottiene risposta,

-Ci penserò dopo.- dice           

            Intanto Cary prende l’uscita per Falls Church raggiungendo la periferia della cittadina e parcheggiando in un luogo appartato.

-Ci siamo. L’obiettivo è davanti a noi e non c’è nessuno in vista.- dice.

-Ottimo.- replica Liz scendendo dall’auto.

            Appoggia la sua valigetta sul cofano, la apre e fa scattare un doppio fondo che rivela il costume e lo scudo di Capitan America.

-Un giorno di questi dovrò chiedere al Dottor Pym se può fornirmi uno dei suoi dispositivi per rimpicciolirli ed ingrandirli a volontà, così potrei evitare di portarmi sempre dietro la cartella.- borbotta.

-Magari potresti nasconderli dentro un anello.- commenta Cary.

            Liz le rivolge un’occhiataccia e ribatte:

-Molto spiritosa.-

            Comincia a spogliarsi e dice:

-A questo punto, si suppone che dovrei chiederti di voltarti.-

-Non vedrei nulla che non abbia già visto.- ribatte l’altra sorridendo.

            Liz ricambia il sorriso, finisce di indossare il costume e le dice:

-Tu fai la tua parte e se tutto fila liscio come deve, ci rivedremo tra non molto.-

-Cosa potrebbe andare storto a due come noi?-

-Non farmi rispondere.-

            Le due donne si baciano rapidamente poi Capitan America comincia ad arrampicarsi su una vicina palazzina.

 

            Nell’Ufficio del Medico Legale del Distretto di Columbia un massiccio afroamericano il cui volto è incorniciato da una rada barbetta è in piedi davanti ad un lettino metallico su cui giace il corpo di una donna bionda.

-Si, è lei.- dice -È Nicole Adams.-

-Bene, Mr. Atkinson.- replica il medico che è con lui ricoprendo di nuovo il corpo con un lenzuolo -Ora, se vuol firmare i documenti…-

            Edmond Atkinson firma quello che deve firmare, saluta il medico e lascia la triste palazzina. Sala a bordo della sua auto, guida lasciandosi alle spalle la capitale ed arrivando finalmente ad un cottage non molto distante dalla Comunità di McLean nella Contea di Fairfax in Virginia

            Parcheggia, scende dall’auto ed entra nel cottage dove, nel salotto, lo attende una donna bionda che indossa un tailleur blu ed una camicetta bianca e che senza preamboli gli chiede:

-Com’è andata?-

-A meraviglia.- risponde Atkinson -Ora sei ufficialmente morta, Nikki, e devo dire che sei il cadavere più affascinante che abbia mai visto.-

-Stupido.- ribatte Nikki Adams -Dove hai trovato il… il cadavere?-

-Ho i miei mezzi ma se è questo che temi, non ho ucciso… o fatto uccidere… nessuno.-

-Uhm… non mi piace lo stesso. Era proprio necessaria questa commedia?-

-Quella gente non si sarebbe fermata davanti a nulla pur di eliminarti, lo hai visto tu stessa.-

-E credi davvero che cascheranno in questo trucco?-

-Anche se avessero dei dubbi, non saprebbero dove cercarti e nemmeno un indizio sul tuo nuovo aspetto.-

-Che intendi dire?-

-Che ti cambieremo un po’ i connotati, mia cara. Nulla di trascendentale: un nuovo taglio di capelli, un po’ di tintura, lenti a contatto per cambiare il colore dei tuoi begli occhi ed un nuovo set di documenti con una identità di copertura a prova di bomba.-

-Sembra facile ma dovrò lasciarmi tutto alle spalle. Riavrò mai la mia vecchia vita?-

-Devo essere onesto con te, Nikki: non lo so.- risponde Atkinson con voce cupa.

 

            All’ultimo piano del palazzo che ospita la sede della Jameson Publishing Inc. ci sono, tra le altre cose, l’ufficio privato dell’Editore J. Jonah Jameson ed una grande sala riunioni usata solo nelle occasioni in cui Jameson decide di incontrare in contemporanea tutti i direttori delle testate che compongono la sua piccola galassia editoriale. Questa è una di quelle occasioni e stavolta sono presenti anche tre dei suoi più quotati giornalisti.

-Sei davvero sicuro, Gianelli?- chiede un Jameson corrucciato -Se dovessi esserti sbagliato ci esporresti ad una causa per diffamazione che ci costerebbe… che mi costerebbe un sacco di quattrini.-

-Che la coinquilina di Kristin Svenson, alias Karla Sofen, alias Moonstone, sia la donna che chiamano Typhoid Mary non ho dubbi.- risponde il fotoreporter Frank Gianelli -Che Karla lavori per il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Henry Peter Gyrich… questo no, non sono ancora riuscito a dimostrarlo ma… sì: ne sono sicuro.-

-Gyrich è troppo furbo per farsi vedere in pubblico con la Sofen anche se ha pagato il suo debito con la Giustizia e se lei davvero lavora per lui, allora è molto improbabile che ignori chi sia la sua coinquilina.- afferma Joseph “Robbie” Robertson, direttore del Daily Bugle…-

-E se lo sa e lo tollera…- interviene la bionda reporter della rivista Now Joy Mercado -… allora…-

-… allora vuol dire che anche lei lavora per lui.- conclude Tracy Burke, direttrice di “Woman”.

-Ma perché Gyrich avrebbe al suo servizio due supercriminali di cui una è una psicopatica ed amorale pluriomicida affetta da gravi disturbi della personalità?- chiede la giornalista del Daily Bugle Kat Farrell.

-Deve avere un qualche piano segreto.- commenta Kathryn Cushing, Capo Redattore del Bugle -Ma quale?-

            Il silenzio cala nella stanza ed è J.J.J. a romperlo:

-Scopritelo. Ho sempre apprezzato Gyrich: un uomo che sapeva quel che era necessario fare e non aveva paura di farlo, ma se stavolta si è spinto troppo oltre, dovrà essere smascherato e lo faremo noi.-

 

 

3.

 

 

La donna che è l’ultima portatrice della fiaccola, o meglio dello scudo, di Capitan America osserva da lontano la villa che Ian McMasters possiede e dove risiede abitualmente quando soggiorna negli Stati Uniti. Ironia della sorte, si trova a in Virginia, non molto distante dal villino dove Cap vive nei panni di Liz Mace. Quante volte ci è passata davanti senza sospettare che dietro le sue mura si celassero oscuri segreti.

            A quanto pare, è un vero fortino con tanto di filo spinato, cani e guardie armate, manca solo un fossato con dei coccodrilli. Capitan America sorride: anche se ci fosse stato, non sarebbe certo bastato a fermarla nel caso volesse fare una visitina a quel distinto signore.

-Sei certa di volerlo fare?- le chiede Falcon in piedi al suo fianco -Non sono sicuro che Steve approverebbe.-

-Io non sono Rogers.- ribatte Liz -Ho i miei metodi e comunque, per il bene della Giustizia, talvolta è necessario spingersi ai limiti della Legge… e oltre.-

-Strano discorso per un avvocato.-

-La pensi così anche tu o non saresti qui.-

-Vero. Qualcuno ha tentato di uccidere me e Nikki Adams per ben due volte[5] e la pista porta alla North Organization.-

-Quindi?-

-Quindi andrò avanti io, se qualcosa andrà storto, la mia reputazione ne soffrirà molto meno della tua.-

            Così dicendo Falcon spicca il volo lasciando il tetto dove si trovano entrambi e si dirige verso la villa fortificata.

-Maledetto testone.- borbotta Cap.

            Un istante dopo balza oltre il cornicione.

 

            Da qualche parte degli Stati Uniti un uomo ed una donna stanno discutendo:

-La morte della Adams è stata decisamente imprevista ma può rivelarsi un’insperata opportunità.- dice la donna.

-Spiegati meglio.- replica l’uomo in tono dubbioso.

-Siamo stati incaricati di impedire la rielezione di alcuni politici. Ucciderli sembrerebbe la soluzione più semplice.-

-Ma attirerebbe troppa attenzione. Troppi politici uccisi tutti insieme farebbero gridare al complotto anche gli scettici più incalliti e questo noi non lo vogliamo… e nemmeno i nostri committenti.-

-Esatto. La via da seguire è il discredito, le fake news e cose simili. Hanno funzionato in passato. Pensaci: cosa faceva la Adams in giro a quell’ora? Aveva una doppia vita? Magari una relazione con Sam Wilson? E se lui fosse stato con lei e fosse scappato lasciandola annegare?-

-Non saprei. Con Kennedy gli stessi dubbi non sono bastati ad impedirne la rielezione nel 1970 e Wilson viene da un distretto dove il 90% degli elettori vota Democratico.-

-Ma noi offriremo una valida alternativa.-

-Va bene, proveremo il tuo sistema. Ora vediamo cosa fare con gli altri candidati.-

 

            Hogan Plaza n. 1 è l’indirizzo ufficiale della Procura Distrettuale della Contea di New York. Big Ben Donovan lo conosce molto bene, ne ha percorso molte volte i corridoi. Oggi ha un appuntamento nientemeno che con il Procuratore Bill Hao in persona, il primo cinoamericano ad occupare quella poltrona.

Nel corridoio vede venire dalla direzione opposta un’attraente afroamericana. La riconosce quasi immediatamente come una delle avvocatesse che lavorano da Bale & Associati, uno dei più prestigiosi studi legali della Nazione, lo stesso dove lavora suo figlio Benjamin Jr., colloquialmente chiamato Little Ben. Non molto tempo fa quella stessa donna gli ha consegnato un’ingiunzione richiesta da suo figlio nei suoi confronti che lo obbliga a stare lontano dalla sua abitazione e luogo di lavoro.[6] Se non ricorda male si chiama Samantha Joyce.

Sorprendentemente la giovane donna viene dritta verso di lui e gli dice:

-Mr Donovan, approfitto dell’occasione per comunicarle che Ronald Raymond le ha revocato il mandato e lo ha conferito a Bale & Associati.-

-           Big Ben rimane sorpreso. Aveva assunto la difesa di Ronnie Raymond, accusato di essere il vigilante violento chiamato Cacciatore Notturno, su richiesta del suo fratello maggiore Frank, anche lui avvocato e noto attivista per i diritti civili. Si era chiesto il perché avesse scelto lui nonostante la sua dubbia reputazione ed ora si chiede la ragione per cui ha cambiato idea.

-Posso sapere il perché?- replica.

-Temo di non poterglielo dire ma lo saprà presto.-

            Samantha lo saluta lasciandolo con domande che non hanno ancora trovato una risposta soddisfacente quando è ammesso nell’ufficio del Procuratore.

Assieme a Hao ci trova anche il Vice Procuratore Esecutivo Capo Grace Powell, una rossa dal carattere d’acciaio sui quarant’anni, e James Priest corpulento afroamericano più vicino ai cinquanta che ai sessanta, Vice Procuratore Esecutivo e capo della Divisione Processi.

-Bene, bene.- commenta Big Ben sarcastico -Avete schierato i grossi calibri, vedo,-

-Accomodati Big Ben.- lo invita Hao -Immagino che tu voglia parlare del caso Morgan.-

-È stato arrestato per Ostruzione alla Giustizia.- replica Big Ben -Un’accusa ridicola.-

-Ti assicuro che è molto solida e tu sai che non parlo mai a vanvera.-

            Big Ben fa un cenno di assenso poi dice:

-Lo saprò presto: ho presentato un’istanza di habeas corpus[7] e udienza per la cauzione Sono venuto solo per informarvi.-

-Il giudice non concederà mai la cauzione.- intervenne Grace Powell -Morgan è un noto boss criminale.-

-Ma nessuna giuria l’ha mai dichiarato colpevole nemmeno di essere passato col rosso o non aver gettato una cartaccia nel cestino dei rifiuti.- ribatte Big Ben

-Un vero cittadino modello che paga le tasse regolarmente. - commenta ancora Powell -Proprio come John Gotti era solo un imprenditore edile.-

-La pensi come vuole, Mrs. Powell, resta il fatto che finora non ci sono prove che Morgan sia mai stato coinvolto in atti criminali.-

-Finora ma le cose possono cambiare.-

-Credo che sia inutile chiederti se il tuo cliente sia disponibile ad un accordo, giusto Big Ben?- interviene Priest.

            Big Ben fa un sorriso a trentadue denti e poi replica:

-Sai già la risposta.-

-Oh beh, dovevo chiedertelo.-

Big Ben si alza e dice:

-Bene, direi che il colloquio è finito. Ci rivedremo in Tribunale.-

            Senza aspettare repliche, stringe la sua valigetta ed esce.

 

 

4.

 

 

            Falcon vola verso il suo bersaglio quando improvvisamente sente un peso aggiuntivo alle gambe. Volta la testa e vede Capitan America aggrappata alle sue caviglie.

-Che stai facendo?- le urla.

-Quello che va fatto.- replica lei.

            Comincia ad oscillare e quando è sicura di sé si lascia andare proiettandosi oltre il muro di cinta della villa. Fa una capriola e poi atterra nel bel mezzo del piccolo parco.

            Uomini armati le si fanno incontro. Da come si muovono è chiaro che hanno tutti un addestramento militare. Non la preoccupano.

            Lancia lo scudo e ne disarma tre. Lo riprende al volo mentre salta abbattendone due a calci. Atterra di nuovo e sferra una gomitata al plesso solare ad un altro.

            Improvvisamente si ode una voce che esclama:

-Basta!-

            Dalla villa è uscito un uomo con i capelli e baffi bianchi elegantemente vestito e che si appoggia ad un bastone dal pomo in avorio. Gli uomini rimasti in piedi si scostano al suo passaggio riponendo le armi.

L’uomo si ferma davanti a Cap e dice:

-È veramente scortese accogliere così una celebrità, anzi: una leggenda vivente come Capitan America. Sono onorato della sua visita, Capitano.-

-Davvero, Mr. McMasters?- replica Liz Mace -Mi è stato detto che lei non gradisce le visite.-

-Calunnie.- ribatte Ian McMasters -Ed anche se fosse, lei sarebbe comunque una gradita ospite.-

-Forse non la penserà più così dopo che le avrò detto perché sono qui.-

-Ovvero?-

-Sto indagando sulla scomparsa della figlia minore dell’Ambasciatore Mace e su due attentati subiti dall’Ambasciatore e sua moglie. C’erano di mezzo suoi dipendenti -

-Ex dipendenti. Sì, mi sono informato. Si tratta di gente che ha lasciato il servizio presso la North per… divergenze sul loro comportamento. Devono aver deciso che avrebbero guadagnato più denaro con imprese criminali, immagino.-

            Una risposta pronta per tutto, pensa Cap, ma non mi inganna.

-Mi piacerebbe avere maggiori informazioni su come funziona la sua società.- dice infine.-

-Nessun problema.- replica McMasters -Posso farle visitare la nostra sede operativa se lo desidera.-

            Una donna bionda avanza verso di loro.

-La mia fidata assistente personale Miss Alicia Wallencott.- la presenta l’uomo -La accompagnerà, risponderà a tutte le sue domande e farà in modo che anche gli altri lo facciano.-

            Troppa ostentata gentilezza, pensa Cap, per non nascondere qualcosa, ma è comunque un’occasione da non perdere e lei non vuole perderla.

 

            Il vero nome della giovane donna dai capelli color rame tagliati corti e vivaci occhi azzurri che indossa una tuta aderente bianca con disegnato un ragno nero all’altezza del seno sinistro e che indossa una tuta aderente bianca con disegnato un ragno nero all’altezza del seno sinistro, è Olga Nikolaievna Derevkova ma negli ambienti dei servizi segreti russi è nota col nome in codice di Vedova Bianca, la migliore eliminatrice, un delicato eufemismo per assassina, del F.S.B.[8] il Servizio di Sicurezza interna della Federazione Russa.

            Fin da giovanissima è stata addestrata in un luogo che ufficialmente non esistente, chiamato Stanza Rossa dove ha imparato ad uccidere in molti modi diversi con o senza armi fino a diventare, per usare un abusato cliché, la migliore in quello che fa.

            Si è distinta nell’eliminazione di molti nemici della Rodina[9] e per questo motivo è stata scelta per una missione giudicata dai suoi superiori estremamente delicata, difficile da svolgere ed eccezionalmente all’estero: uccidere i cloni di personalità che il servizio segreto militare russo aveva sostituito a personalità influenti dei paesi della NATO eliminando così prove imbarazzanti per il governo russo dopo che l’Hydra aveva segretamente preso il controllo del progetto.[10]

            La missione è stata un successo e la Vedova Bianca è stata apparentemente rimpatriata.  Apparentemente, perché in realtà è stata rapita da un’agente del nuovo Teschio Rosso e sottoposta a lavaggio del cervello.[11] Ora ha una nuova missione che i suoi superiori non approverebbero.

            In questo momento, in un luogo segreto da qualche parte negli Stati Uniti, la Vedova Bianca termina una sessione di tiro al bersaglio con una Makarov PB, una delle migliori pistole russe, in uso alle forze di polizia della Federazione ed agli Spetsnaz[12]

Si sfila le cuffie protettive e controlla il punteggio quando alle sue spalle echeggia un applauso seguito da una voce che dice:

-Complimenti, Vedova Bianca. Punteggio pieno.-

            A parlare è stata una donna molto attraente dai capelli rossi, gli occhi di ghiaccio ed un sorrisetto insolente in volto.

-Ti ringrazio, Compagna Esecutrice.- replica Olga senza emozione.

-Puoi chiamarmi Ljuba ed io ti chiamerò Olenka, dopotutto siamo compagne d’armi e certe formalità sono stupide, non trovi? -

            Olga la guarda. È ovviamente una donna molto bella e sensuale e ne è consapevole ma non c’è niente in lei che possa essere definito amabile o amorevole. Se Ljuba è davvero il suo nome, allora non le si addice.

-Come preferisci, Compagna.- le risponde sempre in tono asettico.

-Siamo molto simili io e te, entrambi uccidiamo i nemici della Rodina.- insiste l’Esecutrice.

-Faccio quello che devo per il bene della nostra nazione.-

-E del Teschio Rosso, naturalmente. Lui più di tutti ha a cuore il benessere della Rodina e per restaurarne la gloria è disposto a tutto. Per questo ti ha affidato un compito importante che solo tu puoi portare a termine.-

-Non fallirò.-

            Un vero peccato che dopo che avrai fatto ciò che è necessario, dovrai morire, pensa sogghignando l’Esecutrice.

 

            Falcon non può dire di essere particolarmente soddisfatto della piega che hanno preso gli eventi.

La mossa di Capitan America lo ha spiazzato ma forse è stato meglio così, lui sarebbe stato meno diplomatico ed avrebbe avuto meno successo, tuttavia non aver potuto dare una spazzolata a chi ha presumibilmente ordinato l’omicidio suo e di Nikki Adams un po’ gli dispiace.

            Cap confida che la North Organization non oserà compiere atti ostili contro di lei, ma potrebbe sbagliarsi. È andata a ficcarsi nella tana del lupo ma se il lupo le avesse teso una trappola?

            Sam Wilson abbozza un sorriso: difficile immaginarsi Liz Mace nei panni di Cappuccetto Rosso ma anche la persona più in gamba può incappare in una giornata storta.

            Falcon non usa spesso il dispositivo stealth che Pantera Nera ha incorporato nel suo costume ma stavolta gli torna molto utile per sorvegliare non visto la sede della North, nel caso che qualcosa vada storto.

            Non immagina che poco lontano, attraverso lenti speciali, qualcuno stia osservando lui.

 

 

5.

 

 

            L’uomo seduto alla scrivania di noce rivolge un largo sorriso alla donna in divisa dell’Esercito degli Stati Uniti seduta davanti a lui.

-Sono davvero contento che abbia deciso di valutare la nostra proposta, Colonnello St. Lawrence.-

-Beh, Mr. Levine, devo ammettere che la vostra offerta è davvero molto allettante sia sotto il profilo economico che per altri benefit.- replica Cary St. Lawrence -Tuttavia, prima di accettare volevo farmi un’idea di come operate e di come sono le vostre infrastrutture. Se devo comandare una delle vostre unità voglio essere certa di potermi fidare degli uomini e delle donne che la compongono.-

-Mi pare giusto.- conviene l’uomo chiamato Levine -Miss Hera… - indica una bella ragazzo dai capelli rossi inguainata in un miniabito nero aderente e con una scollatura vertiginosa -… sarà lieta di mostrarle tutto il nostro complesso ed assisterla per ogni sua esigenza.-

-Ed io sarò lieta di seguirla.-

-Bene, bene. Mi scusi adesso ma mi hanno appena comunicato che devo andare a ricevere un’ospite inaspettata ma molto molto importante.-

-Qualcuno che conosco?-

-Io suppongo di sì: è Capitan America.-

 

            Sonny Burch è Sottosegretario per l’Intelligence e l’Analisi del Dipartimento della Sicurezza Interna. Lo si può definire in molti modi, nessuno dei quali molto carino. Nel migliore dei casi è un viscido burocrate, nel peggiore un vero mascalzone.

            In questo momento sta visionando un video che è appena arrivato sul suo cellulare e contemporaneamente si deterge il sudore che gli cola dalla fronte e borbotta:

-Maledizione.-

            Il telefono squilla e lui risponde mentre la voce e le mani gli tremano:

-Pronto?-

-<<Ti è piaciuto il video, Sonny?>> dice una voce maschile <<Ne ho altri dello stesso tipo, se ti interessano.>>

-Chi… chi è lei?-

<<Un amico a cui dispiacerebbe che questi video venissero diffusi in rete distruggendo la tua brillante carriera, Sonny, quando sarebbe facile trovare un accordo soddisfacente.>>

            Burch fa un lungo sospiro e replica:

-Che tipo di accordo?-

            Dall’altra parte l’uomo sorride e comincia a parlare.

 

            Un paio d’occhiali speciali dalle lenti a specchio inquadrano un bersaglio che dovrebbe essere invisibile.

Una giovane donna bionda stringe il dito sul grilletto di uno speciale fucile ad alta precisione e sussurra:

-Spiacente, Falcon. Nulla di personale, solo lavoro.-

            Un colpo parte.

 

 

CONTINUA

 

 

NOTE DELL’AUTORE

 

 

            Non molto da dire per la verità.

1)     Sir Ian McMasters è stato creato da Richard K. Morgan & Bill Sienkiewicz su Black Widow Vol 3° #1 datato novembre 2004.

2)     Alicia Wallencott èstata creata da Don McGregor & Dwayne Turner su Black Panther: Panther’s Prey #3 datato gennaio 1991.

3)     David Levine è stato creato da Nathan Edmonson & Phil Noto su Black Widow Vol. 5* #14 datato marzo 2015.

Nel prossimo episodio.: intrighi, veleni e azione.

 

 

Carlo



[1] Come visto nell’ultimo episodio.

[2] United States Air Force.

[3] Chief Executive Officer.

[4] Special Air Service.

[5] Negli ultimi due episodi.

[6] Nell’episodio #97.

[7] Procedura del processo penale

[8] Federal'naya Sluzhba Bezopasnosti.

[9] Patria in Russo

[10] Come visto nella serie di Nick Fury.

[11] Nell’episodio #100.

[12] Acronimo di Vojska special'nogo naznačenija, ovvero "forze per incarichi speciali".